THE BEST of 2012 di La Ex Signorina Zeta
(passa il tempo e diventa Signora Zeta)
Giant Giant Sand - Tucson
Dirty Projectors - Swing Lo Magellan
Django Django - s/t
Beth Jeans Houghton & The Hooves Of Destiny - s/t
Fenster - Bones
Josephine Foster - Blood Rushing
Grizzly Bear - Shields
Flying Lotus - Unitl The Quiet Comes
DIIV - Oshin
Godspeed You! Black Emperor - Allelujah! Don't Bend! Ascend!
Swans - The Seer
Fiona Apple - The Idler Wheel
Alt-J - An Awesome Wave
20 dicembre 2012
18 dicembre 2012
The Best of... 2012 by OfO
Album (un anno molto in rosa):
Fenster - Bones
Neil Young And Crazy Horse - Americana
Liars - WIXIW
Giant Giant Sand - Tucson
Peaking Lights - Lucifer
Dirty Projectors - Swing Lo Magellan
Japandroids - Celebration Rock
Regina Spektor - What We Saw From The Cheap Seats
Murder by Death - Bitter Drink, Bitter Moon
Gemma Ray - Island Fire
North Atlantic Oscillation - Fog Electric
Yawn - Open Season (recupero 2011)
Fiona Apple - The Idler Wheel ..........
Beth Jeans Houghton & The Hooves Of Destiny - S/T
Goat - World Music
Moon Duo - Circles
Godspeed You! Black Emperor - 'Allelujah! Don't Bend! Ascend!
Dan Melchior - The Backward Path (2012)
Melody's Echo Chamber - S/T
Neneh Cherry And The Thing - The Cherry Thing
Dischi:
Fine Before You Came - Ormai
Management del dolore Post Operatorio - AUFF
Lo Stato Sociale - Turisti Della Democrazia
Afterhours - Padania
Dimartino - Sarebbe Bello Non Lasciarsi Mai Ma Abbandonarsi Ogni Tanto E' Utile
Trans Upper Egypt - North African Berserk
Putiferio - lovlovlov
Fenster - Bones
Neil Young And Crazy Horse - Americana
Liars - WIXIW
Giant Giant Sand - Tucson
Peaking Lights - Lucifer
Dirty Projectors - Swing Lo Magellan
Japandroids - Celebration Rock
Regina Spektor - What We Saw From The Cheap Seats
Murder by Death - Bitter Drink, Bitter Moon
Gemma Ray - Island Fire
North Atlantic Oscillation - Fog Electric
Yawn - Open Season (recupero 2011)
Fiona Apple - The Idler Wheel ..........
Beth Jeans Houghton & The Hooves Of Destiny - S/T
Goat - World Music
Moon Duo - Circles
Godspeed You! Black Emperor - 'Allelujah! Don't Bend! Ascend!
Dan Melchior - The Backward Path (2012)
Melody's Echo Chamber - S/T
Neneh Cherry And The Thing - The Cherry Thing
Dischi:
Fine Before You Came - Ormai
Management del dolore Post Operatorio - AUFF
Lo Stato Sociale - Turisti Della Democrazia
Afterhours - Padania
Dimartino - Sarebbe Bello Non Lasciarsi Mai Ma Abbandonarsi Ogni Tanto E' Utile
Trans Upper Egypt - North African Berserk
Putiferio - lovlovlov
Manzoni - Cucina Povera
Sycamore Age - S/T
Craxi - Dentro I Battimenti Delle Rondini
Karl Marx Was A Broker - Alpha To Omega (recupero 2011)
SCHEGGE (Canzoni molto PoP & Fighette):
Heike Has The Giggles - Dear Fear
Beach House - Myth
Lumineers - Hey Ho
Grizzly Bear - Sleeping Ute
Flaming Lips - That Ain't My Trip
Go Kart Music - West Broom Blues
Nicolò Carnesi - il Colpo
Dr. Dog - Warrior Man
Toti Poeta - Riparto da Noi
WhoMadeWho - Inside World
Black Keys - Lonely Boy
Alt-j - Breezeblocks
Maria Antonietta - Quanto Eri Bello
Guided By Voice - Laundry And Lasers
Dr. John - Revolution
I Cani - Asperger
Allah Las - Don't you Forget It
Django Django - Default
SCHEGGE (Canzoni molto PoP & Fighette):
Heike Has The Giggles - Dear Fear
Beach House - Myth
Lumineers - Hey Ho
Grizzly Bear - Sleeping Ute
Flaming Lips - That Ain't My Trip
Go Kart Music - West Broom Blues
Nicolò Carnesi - il Colpo
Dr. Dog - Warrior Man
Toti Poeta - Riparto da Noi
WhoMadeWho - Inside World
Black Keys - Lonely Boy
Alt-j - Breezeblocks
Maria Antonietta - Quanto Eri Bello
Guided By Voice - Laundry And Lasers
Dr. John - Revolution
I Cani - Asperger
Allah Las - Don't you Forget It
Django Django - Default
22 dicembre 2011
Best Album 2011 by Tommie
20 Album, La solita Varietà di Generi
So già che ho dimenticato qualcuno. E che 0f0 mi cazzìerà perché ho pubblicato qualche pezzo del '71!
Archers Of Loaf - Icky Mettle
Art Brut - Brillant! Tragic!
Beastie Boys - Hot Sauce Committee Part 2
Beirut - The rip Tide
Bibio - Mind Bokeh
Arabia Mountain - Black Lips
Black Lips - Arabia Mountain
BluePrint - Adventures In Counter Culture
Crystal Antlers - Two Way Mirror
Dan Mangan - oh Fortune
Evidence - Cats and Dogs
Firefox Ak - Color the Trees
Gable - Cute Horse Cut
Gold Panda - Companion
James Blake - James Blake
Panda Bear - Tomboy
Shabbazz Palaces - Black Up
the Black Keys - el Camino
Tune Yards - Whokill
Tyler the Creator - Goblin
So già che ho dimenticato qualcuno. E che 0f0 mi cazzìerà perché ho pubblicato qualche pezzo del '71!
Archers Of Loaf - Icky Mettle
Art Brut - Brillant! Tragic!
Beastie Boys - Hot Sauce Committee Part 2
Beirut - The rip Tide
Bibio - Mind Bokeh
Arabia Mountain - Black Lips
Black Lips - Arabia Mountain
BluePrint - Adventures In Counter Culture
Crystal Antlers - Two Way Mirror
Dan Mangan - oh Fortune
Evidence - Cats and Dogs
Firefox Ak - Color the Trees
Gable - Cute Horse Cut
Gold Panda - Companion
James Blake - James Blake
Panda Bear - Tomboy
Shabbazz Palaces - Black Up
the Black Keys - el Camino
Tune Yards - Whokill
Tyler the Creator - Goblin
20 dicembre 2011
Best Albums 2011 by OfO
Anna Calvi – Anna Calvi
Akron/Family - s/t ii_ the cosmic birth and journey of
Charlie Parr And The Black Twig Pickers - Glory In The Meeting House
J Mascis - Several Shades Of Why
I Cani - Il Sorprendente Album D'esordio Dei Cani
Gazebo Penguins - Legna
Ex Otago – Mezze Stagioni
Gable – Cute Horse Cut
Tune Yards - WhoKill
The Drums - Portamento
St. Vincent- Strange Mercy
Kimya Dawson - Thunder Thighs
Dan Mangan – Oh Fortune
Mariposa – Semmai Semiplay
Slow Club - Paradise
Paolo Benvegnù - Hermann
Operation Id - Legs
True Widow - As High As the Highest Heavens and from the Center to the Circumference of the Earth
WhoMadeWho – Knee Deep
Crash of Rhinos - Distal
23 agosto 2011
E SE LO DICE VOGUE...


WU LYF
"Go Tell Fire To The Mountain" (Lyf) 2011
La loro musica è "Heavy pop", sono quattro ragazzetti di Manchester (anche se la formazione è mutevole e spesso si ritrovano in sei sul palco) che dicono di voler essere molto più di una band e ci stanno anche riuscendo. Il disco d'esordio del collettivo Go Tell Fire To The Mountain è autoprodotto ed è stato registrato in una chiesa sconsacrata, gli intenti del World Unite! Lucifer Youth Foundation (nome del gruppo per esteso) sono i seguenti "Miriamo a unire più persone, miriamo a inondarvi di batterie dure e ritmate, di voci da vecchio cantautore americano ubriaco in una chiesa, chitarre e bassi penetranti, vi penetreremo nelle orecchie. Non ci accontentiamo di passare sulle radio di tutto il mondo."
Fatto sta che di curiosità attorno alla band se n'è creata molta, perchè si fanno vedere poco, zero interviste e gli unici che pagano il doppio ai loro concerti sono giornalisti e discografici. Ma veniamo alla musica, per cominciare organo a gò-gò, strumento che non mi hamai fatto impazzire e quindi la prima stranezza sta proprio nell'essermi appassionata così tanto a un disco dissipato di hammond. Il tutto diventa ancora più curioso se parliamo del risultato che ne viene fuori associando il più sacro degli strumenti (e del luogo di registrazione) alla più sfrontata delle attitudini ossia la hc. Di core in questo esordio ce n'è a esagerare, gli arpeggini post-rock di Evans Kati vanno dritti ai cori dei più romantici poi c'è il cantato, spesso a due voci, dissacrante, maleducato e nevrotico, uno sfogo che a tratti ci porta indietro agli At the Drive-in di "In casino out" o al presente dei nostrani Fine Before you Came.
Inni semplicemente melodici, come il pezzo che apre il disco ("LYF"), ballate sacre ("Spitting Blood") e mini suite ("Concrete Gold" e "Heavy Pop") fanno di questo disco uno degli esordi più interessanti dell'anno. Se parlare di pace e di fratellanza e non abbassare la testa alle leggi dell’industria musicale è hype,... la moda sta cambiando e io non me ne ero accorta.
29/30 Fox
4 luglio 2011
Tra il serio e il faceto
JOHN WIESE + MATMOS
Roma, Circolo degli Artisti, 23 maggio
La serata comincia con il set granguignolesco di John Wiese, collaboratore fra gli altri di Sunn O))), Wolf Eyes, Merzbow. E’ subito un rimuginare di suoni e rumori sciaborditi e sconquassanti. Esperimenti di musica(?) sensiorale di provenienza harsch, informità di rumori monocromi e scurissimi, sorta di industrial bulimico che mangia se stesso e viene rigettato a noi. Il gioco è bello finché dura poco e 15 minuti a disposizione di Wiese sono più che sufficienti per farci entrare e uscire da quest’incubo sonoro che non lascia prede. La speranza che il duo di San Francisco sia più tenero nei nostri confronti è concretizzata quando i due entrano e si piazzano dietro la propria superconsole: Drew Daniel è vestito come uno straccione metallaro anni ’80 e di dirimpetto Martin Schmidt si presenta con un completino very chic da businessman (una sorta di parodia che simboleggiare la doppia anima ludico-seriosa del combo). Chiedendoci di fare silenzio, tra colpi a triangolo e campanacci, le luci si abbassano ed ha inizio il rito. I moog diventano spettrali, Drew mima balletti ascetici in piena trance performativa e nel frattempo entrano sul palco 8 personaggi con tanto di occhiali oscuranti e cuffie, che si posizionano dietro ad altrettanti microfoni. C’è chi solfeggia, chi gorgheggia, chi parlotta e chi canticchia - ovviamente ognuno rigorosamente per i fatti suoi – e si crea una specie di armonia innodica e ordinata coadiuvata dagli organetti distesi e oscuri messi in campo dai Matmos. Il pezzo finisce in una palingenesi di pace e quiete che contraddice il confusionario inizio. Alla fine sapremo che gli 8 elementi sono stati trovati a Roma il giorno stesso e le prove si sono svolte direttamente sotto i nostri occhi! La seconda fase del live si apre con una canzone(?) che potrebbe stare benissimo in Supreme Balloon (anche se in quel disco non c’è): il moog e il touch sono i medesimi, le ritmiche pure. Sul filo tra il ballabile e il contemplativo lo show prende, piano piano, piaghe lisergiche (anche) per merito della psichedelia disegnata dal chitarrista che accompagna il duo, il video tutto pasta e colori sullo sfondo fa il resto. A sorpresa spunta fuori quella Treasure suonata nell’album Treausure State insieme ai So Percussion che live diventata un pezzo tropicálista; oggetti vari, rumori da giungla e schiamazzi scimmieschi fanno da corollario, trasformando la dolcezza del carillion iniziale in puro caos ferino. Da Supreme Balloon (l’ultimo disco ufficiale) i Matmos ci propongono Rainbow Flag. Il florilegio di colori e di felicità sbarazzina del refrain implode in momenti dark-noise (come un allucinogeno che ad un certo momento te la fa prendere male) per concludersi in una coda cow-folk, specie di parodia western cantata dai due protagonisti in salsa punk. Martin ci fa sapere che era una cover dei Buzzcocks (ci fidiamo?) mentre Drew (che parla un ottimo italiano) ci racconta una barzelletta abbastanza oscena. Tra momenti pansonichiani di puro delirio glitch (ecco che si rivede sulle scene Wiese), colte sperimentazioni in fieri e momenti dance-pop, il live si scioglie in un delirio di luci e ombre che sono archetipo delle dualità intrinseche nella musica dei Matmos. Due geni, seri e faceti, che fondamentalmente non sanno se prendersi sul serio o meno. A noi va bene cosi.
OfO
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