26 dicembre 2010

Memories of The Pulpit... December

Ci sono band che sembrano un collage stravagante di musicisti. Penso ai Talking Heads dei quali, se vogliamo, i Deerhoof rappresentano una rilettura colorata in chiave post-moderna. La TurboNana, il BatteristaSquilibrato & soci sono sulla scena dal '94 e stupisce come la loro proposta musicale si presenti ancora così giovane. Il 25 gennaio uscirà per ATP Records il nuovo album Deerhoof vs Evil, intanto sul sito www.deerhoofvsevil.com c'è un curioso streaming: un brano a settimana sparso ogni volta in un sito in giro per il mondo. Deerhoof - The Merry Barracks


Disco dell'inverno, e di qualsiasi stagione si voglia rendere intensa con questo prezioso ascolto. Il folk sottile e sofisticato di Eric Chenaux rivela, tra contaminazioni minimal e derive classiche, una sensibilità di scrittura superiore e fuori dal comune. L'album 'Warm Weather with Ryan Driver' è un gioiello da custodire con gelosia nel cassetto. Cool Down è il brano dalle sonorità natalizie che mi immagino a chiusura del film Smoke, magari cantato in duetto con Tom Waits. Provate ad immaginarlo anche voi. Eric Chenaux - Cool Down

25 dicembre 2010

X-mas Concert, Silvia Manco Solo Piano In Rome

Silvia Manco Live @ Pentagrappolo (Roma 23.12.2010). Dopo la bella sorpresa dell'album natalizio (Suddenly It's Christmas Time), vengo a sapere che Silvia Manco il 23 suona a Roma da sola, in un locale chiamato Il Pentagrappolo. Allora non mi faccio sfuggire l'occasione e prenoto un tavolo per le 21. Mentre sorseggio la mia birra, la vedo arrivare: mi presento e le chiedo se dopo il live set possiamo fare una chiacchierata musicale. In realtà un'anticipazione del colloquio post concerto avviene già nel momento in cui vengo presentato al proprietario del locale, Emiliano Pari, originale via di mezzo tra un musicista ed un oste. Si comincia a parlare della passione musicale di Emiliano, condivisa anche dalla Manco, il soul-funk degli anni 70, con inevitabili citazioni di Donny Hathaway, Stevie Wonder, The Meters. Silvia mi dice che Emiliano è un ottimo cantante e pianista (cercate su youtube e ne avrete la conferma…) e scopro che ha pubblicato un album autoprodotto, New Morning. Insomma il clima è già caldo quando Silvia si accomoda al piano. In versione solitaria rifarà integralmente tutto il suo Christmas album, con interpretazioni sentite di Silent Night, I Wish I Knew How, Suddenly It's Christmas Time. L'atmosfera si fa più allegra in brani come Jingle Bells, Little Drummer Boy, Borboleta e nella spiritosa 'Za You, Santa Claus?, dove la Manco si dimostra conoscitrice del focoso stile pianistico di New Orleans. Alla fine sono felice come un bambino, perché non potevo concludere meglio la mia consueta full immersion nell'universo della musica natalizia. Poi Silvia si siede al mio tavolo e cominciamo a parlare. Le chiedo della sua formazione musicale e scopro che i suoi studi di pianoforte sono stati irregolari: dapprima lezioni individuali classiche, mal sopportate, poi la decisione di andare a Roma ed iscriversi ad una università musicale privata. Ma in realtà la vera svolta artistica è stata quella di aver frequentato l'ottima scena musicale jazz romana, ascoltato i consigli dei musicisti più esperti e soprattutto aver suonato tanto dal vivo. Inevitabile la mia domanda sulle sue influenze musicali. Silvia ammette di essere stata influenzata dalla musica che ascoltava il padre: Otis Redding, Ray Charles, Stevie Wonder (e bravo il babbo!). La sua passione per il jazz si rivolge a quei musicisti che oltre ad essere validi strumentisti, sono soprattutto grandi compositori (Duke Ellington, Mingus, Wayne Shorter, Herbie Hancock). Altro suo importante interesse è la bossa nova (João Gilberto, Antonio Carlos Jobim). Mi cita pure alcuni cantautori italiani come Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi, ammirati soprattutto come grandi creatori di testi. E in effetti ascoltando il suo ultimo album, Afternoon Songs, possiamo sentire come tutte queste influenze siano state abilmente amalgamate. Alla fine mi rendo conto di avere di fronte un'artista sempre pronta a mettersi in discussione, a confrontarsi con altri musicisti, molto concentrata nel costruire un suo stile personale. E inoltre si è dimostrata una persona disponibile e gentile. Thanks Silvia…
VOTO: 28/30
Massimo Daziani

23 dicembre 2010

Che Natale sarebbe senza gli Albanopower?


Albanopumpkins – Mellon Collie and the infinite power – 42 Records 2010

Nati nel 2005 con un Ep di brani natalizi, autori dello splendido album d’esordio “Maria’s Day” nel 2009, gli Albanopower sono una delle band italiane più sorprendenti di questi ultimi tempi. Oltre ai loro due lavori, alla partecipazione ai tributi per Giardini di Mirò e Leonard Cohen, a Colapesce, il progetto collaterale del cantante Lorenzo Urciullo, quest’anno gli Albanopower hanno avuto un nuovo lampo di genio.
E come soltanto in pochi sanno fare, hanno scelto un capolavoro e da esso ne hanno creato un altro.
Così, da una passione lunga quindici anni, hanno creato Albanopumpkins e il doppio album “Mellon Collie and the infinite power”, l’omaggio e la rivisitazione di quello che fu il capolavoro degli Smashing Pumpkins di Billy Corgan. Un disco che, a distanza di anni, conserva ancora la sua magia.
Con la collaborazione di amici, conoscenti, band più e meno affermate, fra cui Cesare Basile, Waines, Cat Claws, The Second Grace, Was, Music for Eleven Instruments e altri, il gruppo di Siracusa è riuscito a dare una seconda vita, più che dignitosa, a Mellon Collie. Sul web si dice addirittura che il progetto sia arrivato all’orecchio dello stesso Corgan, che su Twitter avrebbe commentato entusiasticamente.
Che Billy Corgan l’abbia ascoltato o meno, il progetto, coordinato da Lorenzo Urciullo, merita davvero.
E, sorpresa, potete scaricarlo gratuitamente qui.
Questo, si, è un vero regalo di Natale.

Sara M.Mae Loddo

19 dicembre 2010

Fine anno, tempo di bilanci (The Best of 2010)

Dicembre, come vuole la tradizione, diventa inevitabilmente il mese di bilanci di ogni sorta: dalla politica (meglio tenersene alla larga), all'economia (anche qui soprassederei volentieri), passando per i chili di panettoni ingurgitati e i chili accumulati in vari punti del corpo.
Il resoconto del 2010 di Notizie Sullo Stato Della Musica è ovviamente solo musicale perchè ci piace ripercorrere questo 2010 attraverso la musica e i concerti che abbiamo visto, recensito e segnalato per voi.
Ogni collaboratore di Notizie Sullo Stato Della Musica ha stilato una propria lista dei 10 migliori album del 2010, dei 3/5 singoli e live visti nel corso dell'anno. Dalla somma puramente matematica delle preferenze abbiamo ricavato il THE BEST OF 2010 IN MUSIC (che troverete in fondo).

Ecco a voi i listoni:

OfO

ALBUM (ordine sparso)
MICAH P. HINSON And the Pioneer Saboteurs
DEERHUNTER Halcyon Digest
NO AGE Everything in Beetween
THE BLACK ANGELS Phosphene Dream
IOSONOUNCANE La Macarena su Roma
GENERAL ELEKTRIKS Good City for Dreamers
THE EX Catch me Shoe
VAMPIRE WEEKEND Contra
FANFARLO Reservoir
A TOYS ORCHESTRA Midnight talks
SINGOLI
Jonsi, Go Do
Perturbazione, Del Nostro tempo rubato
Owen Pallett, Keep the dog quiet
LIVE
1 - Pavement @ Atlantico Live, Roma
2 - Fanfarlo, Modest Mouse, Arcade Fire @ Arena Parco Nord, Bologna
3 (ex aequo) - The Chap @ Dimmidisi, Roma - Wildbird & Peacedrums @ Bruar Falls, Brooklyn NYC


ENVER

ALBUM
BAUSTELLE I mistici dell'Occidente (Warner) 

FOUR TET There is love in you (Domino)

THE NATIONAL High violet (4AD)

MASSIMO VOLUME Cattive abitudini (La Tempesta)

DEERHUNTER Halcyone digest (4AD)

GONJASUFI A sufi and a killer (Warp)

CARIBOU Swim (City Slang / Merge)

FLYING LOTUS Cosmogramma (Warp)

...A TOYS ORCHESTRA Midnight talks (Urtovox)

TANLINES Settings (True Panther)
SINGOLI


"I pariolini di 18 anni" (I Cani)

"One armed bandit" (Jaga Jazzist)

"Peccatori in blue jeans" (Amor Fou)

i live
LIVE
(ne ho visti pochi, e quasi tutta roba italiana, poi io ai concerti vado per chiacchierare con la gente che non vedo mai):

La Tempesta sotto le stelle, Castello Estense (Ferrara)10 luglio

Arcade Fire, parco nord (Bologna) 2 settembre

Camera237, Chioggialab (Chioggia - Venezia), 13 febbraio


SIGNORINA ZETA

ALBUM (ordine casuale)
MICAH P. HINSON And The Pioneer Saboteurs 

BEACH HOUSE Teen Dream

GONJASUFI A Sufi And a Killer
DEERHUNTER Halcyon Digest

OWEN PALLET Heartland

ANAIS MITCHELL Hadestown

MALACHAI The Ugly Side Of Love
TWIN SHADOW Forget

ARCADE FIRE The Suburbs

NO AGE Everything In Between


SINGOLI

Go Do, Jonsi

Odessa, Caribou

Cousins, Vampire Weekend

Bloodbuzz Ohio, The National

Black Keys, Too Afraid To Love You


LIVE
Rain Machine@Brancaleone, Roma

Fanfarlo-Modest Mouse-Arcade Fire@Arena Parco Nord, Bologna

Micah P Hinson-Owen Pallet@Circolo Degli Artisti, Roma

The Chap@Dimmi, Roma

Belle and Sebastian@Play Festival, Arezzo


MASSIMO DAZIANI

ALBUM (in rigoroso ordine alfabetico)
ALOE BLACC Good Things (Stones Throw)
EELS End Times (Vagrant)
ERlAND & THE CARNIVAL E & T C (Full Time Hobby)
GONJASUFI A Sufi And A Killer (Warp)
JJ GREY & MOFRO Georgia Warhorse (Alligator)
JOANNA NEWSOM Have One On Me (Drag City)
JOHN GRANT Queen Of Denmark (Bella Union)
JOHN LEGEND & THE ROOTS Wake Up! (Columbia)
NATALIE MERCHANT Leave Your Sleep (Nonesuch)
THE BLACK ANGELS Phosphene Dream (Blue Horizon)
SINGOLI
I need a dollar (Aloe Blacc)
Holidays (Gonjasufi)
I Wanna go to Marz (John Grant)
LIVE
Wilco @ Auditorium Parco della Musica (Roma 30.05.2010)
Prince Live @ PalaLottomatica (Roma 02.11.2010)
Ex Aequo:
The Leisure Society @ Locomotiv Club (Bologna 23.01.2010)
Allen Toussaint @ Arena del Sole (Bologna 18.03.2010)
Jason Ricci & The New Blood @ Castel San Pietro In Blues (Castel San Pietro Terme [BO] 06.06.2010)
Jeff Beck @ Auditorium Parco della Musica(Roma 12.07.2010)
Joanna Newsom @ Auditorium Parco della Musica (Roma 28.09.2010)


PUCHOS

ALBUM
VAMPIRE WEEKEND Contra (xl)
THE NATIONAL High Violet (4ad)

YEASAYER Odd Blood (Secretly Canadian)
ARCADE FIRE The Suburbs (Merge)
JONSI Go (emi)
LOS CAMPESINOS Romance Is Boring (Arts & Crafts)
BROKEN SOCIAL SCENE Forgiveness Rock Record (Arts & Crafts)
THESE NEW PURITANS Hidden (Domino)
DEERHUNTER Halcyon Digest (4ad)
TWO DOORS CINEMA CLUB Tourist History (Glassnote Entertainment Group)
SINGOLI
Ok Go, This Too Shall Pass
Surfer Blood, Swim
Villagers, That Day
LIVE
Arcade Fire, 2 Settembre 2010, Bologna - Arena Parco Nord - I-Day Festival 2010
Pavement, 24 Maggio 2010, Roma - Atlantico Live
The Chap, 11 Maggio 2010, Roma Dimmi


ThePulpit

ERIC CHENAUX Warm Weather with Ryan Driver (Constellation)
DAMIEN JURADO Saint Bartlett (Secretly Canadian)
GIL SCOTT HERON I'm New Here (XL)
DEERHUNTER Halcyon Digest (4AD)
GONJASUFI A Sufi And A Killer (Warp)
MASSIMO VOLUME Cattive Abitudini (La Tempesta)
TINDERSTICKS Falling Down A Mountain (4AD)
THE EX Catch My Shoe (Ex)
MENOMENA Mines (Barsuk)
ADMIRAL FALLOW Boots Met My Face (Lo-Five)
SINGOLI
Bloodbuzz Ohio - The National (High Violet, 4AD)
The Hair Song - Black Mountain (Wilderness Heart, Jagjaguwar)
Alesund - Sun Kil Moon (Admiral Fell Promises, Caldo Verde)
LIVE
Godspeed You! Black Emperor - 3 dicembre, All Tomorrow's Parties (Minehead, UK)
Tindersticks - 8 agosto, Sexto'n'plugged (Sesto al Reghena, PN)
Megafaun - 13 agosto, Hana Bi (Marina di Ravenna, RA)



SARA SCHEGGIA

ALBUM
SUFJAN STEVENS The Age of Adz (Ashmatic Kitty
)
THE DIVINE COMEDY Bang Goes The Knighthood (Divine Comedy Records
)
!!! Strange Weather, Isn't It? (Warp)
ARCADE FIRE The Suburbs (Merge
)
CALIBRO 35 Ritornano Quelli di Calibro 35 (Ghost Records
)
JAMIE LIDELL Comnpass (Warp
)
MASSIMO VOLUMECattive Abitudini (La Tempesta Dischi
)
...A TOYS ORCHESTRA Midnight Talks (Urtovox
)
BRAD MEHLDAU Highway Rider (Nonesuch Records
)
CARIBOU Swim (City Slang / Cooperative Music)



SINGOLI
Lunedì, da "Il primo lunedì del mondo" dei Virginiana Miller, (Zahr)

Camerata Micha, da "Basta uno sparo - Razza Partigiana" di Wu Ming 2 (Transeuropa)

Have you ever been in love, da "Bang Goes The Knighthood" di The Divine Comedy (Divine Comedy Records)
LIVE
Pavement, 25 maggio 2010, Estragon (Bologna)
- 
Here I Stay Festival, 30-31 luglio 1 agosto 2010, Sleepwalkers, Guspini (Sardegna)

Un concerto mancato, ma che sarebbe stato bellissimo: Arcade Fire, Fanfarlo, Modest Mouse etc..2 settembre 2010 Parco Nord (Bologna)


FOX

DISCHI (ORDINE ALFABETICO)
BEACH HOUSE_Teen Dream_ (Sub Pop / Bella Union)
BROKEN SOCIAL SCENE_Forgiveness Rock Record_(Arts & Crafts)
MALACHAI_The ugly side of love_(Domino)
NON VOGLIO CHE CLARA_Dei cani_(Sleeping star)
SHANNON WRIGHT_Secret blood_(Vicious Circle)
SUFJAN STEVENS_All Delighted People EP_(Asthmatic Kitty)
THE BLACK KEYS_Brothers_(Nonesuch)
THESE NEW PURITANS_Hidden_(Angular/Domino)
VAMPIRE WEEKEND_Contra_(Xl Recordings)
WILDBIRDS & PEACEDRUMS_Rivers_(Leaf)
SINGOLI
RUSTILING (SAMUEL KATARRO)
THE COURSE (WILDBIRDS & PEACEDRUMS)
WAY DOWN HADESTOWN (ANAIS MITCHELL FEAT. JUSTIN VERNON, ANI DI FRANCO AND BEN KNOX MILLER)
LIVE
PAVEMENT 25 MAGGIO (ESTRAGON_BOLOGNA)
BEIRUT 8 AGOSTO (SUDOESTE FESTIVAL_PORTOGALLO)
KYTEMAN’S HIP HOP ORCHESTRA 11 SETTEMBRE (LIVE ROCK FESTIVAL_ACQUAVIVA-SI)


POLVO

DISCHI
JON SPENCER BLUES EXPLOSION Reissues (Shout)
KING MIDAS SOUND Waiting For You (Hyperdub)
SKULLFLOWER Strange Keys To Untune Gods’ Firmament (Neurot)
THEE OH SEES Warm Slime (In The Red)
BLACK MOUNTAIN Wilderness Heart (Jagjaguwar)
BRIAN JONESTOWN MASSACRE Who Killed Sgt. Pepper? (A Recordings)
SWANS My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky (Young God)
COCONUTS Coconuts (No Quarter)
GRINDERMAN Grinderman 2 (Mute)
HOLLY GOLIGHTLY & THE BROKEOFFS Medicine County (Damaged Goods)
MOVIE STAR JUNKIES A Poison Tree (Voodoo Rhythm)
SINGOLI
King Of The Beach (Wavves)
Cara catastrofe (Le Luci della Centrale Elettrica)
Kiss ‘n Run (The Anomalys)
LIVE
WOVENHAND


MATTEO INNOCENTI

DISCHI
MASSIVE ATTACK Heligoland (Virgin)
DILATAZIONE The importance of maracas in the modern age (Acid Cobra )
GRINDERMAN Grinderman 2 (Anti-/Mute)
FOUR TET There is love in you (Domino)
BROKEN SOCIAL SCENE Forgiveness Rock Record (Arts & Crafts)
CALIBRO 35 Ritornano quelli di Calibro 35 (Ghost Records)
HOLY FUCK Latin (XL Recording)
BLONDE REDHEAD Penny Sparkle (4AD)
MASSIMO VOLUME Cattive Abitudini (La Tempesta)
SWANS My father will guide me to a rope to the sky (Young God Records)
SINGOLI
Girl I love you – Massive Attack
Not getting there – Blonde Redhead
Earthquake - Deerhunter
LIVE
Wilco @ Auditorium Parco della Musica , Roma
Pearl Jam @ Heineken Jammin’ Festival , Venezia
Calibro 35 @ Alpheus , Roma

TOMMIE

ALBUM
GONJASUFI A Sufi and a Killer (warp Records)
MATMOS SO PERCUSSION Treasure State (cantaloupermusic)
FLYING LOTUS Cosmogramma (warp Records)
EELS Tomorrow Morning (E Works)
FOREST Swords Dagger Paths (Olde English Spelling Bee)
THE BOOKS The Way Out (temporary Residence)
TU FAWNING Hearts On Hold (provenance records)
BLACK MOUNTAINS Wilderness Heart (jagjaguwae)
THE BLACK ANGELS Phosphene Dream (blue Horizon Records)
DEATH MANTRA FRO LAZARUSMu (grammofono alla nitro Records)
SINGOLI
Gonjasufi - Ancestors
Black Mountains -The Hair Song
Matmos So percussion - Needles
LIVE
Wu Tang Clan - Parco Atlantico
Dilated Peoples - Alpheus
Thee Dements - Dal Verme


ONE

DISCHI
BAUSTELLE I Mistici dell'Occidente

AMOR FOU I moralisti

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA Per ora noi la chiameremo felicità

ALOE BLACC Good things
VAMPIRE WEEKEND Contra
THE DIVINE COMEDY Bang Goes The Knighthood
ORNELLA VANONI Live al Blue Note
ROX Memoirs
KELIS Fleshtone


CHEMICAL BROTHERS Further
SINGOLI
Irene Grandi - La cometa di Halley

Perturbazione & Dente - Buongiorno, Buonafortuna

Saluti Da Saturno featuring Vinicio Capossela - Letami

OMD - Sister Marie Says (ebbene sì... a distanza da Enola Gay sono ancora tra noi)

Ragazzo Semplice - Costretto a venire


LIVE

Baustelle - Il tour del sussidiario (Atlantico Roma)

Locomotif (Contestaccio Roma)

Immanuel (Circolo Artisti Roma)


SARA LODDO

ALBUM
DEERHUNTER Halcyon Digest
GRINDERMAN Grinderman 2
ARCADE FIRE The Suburbs
THE VASELINES Sex with an X”
PAN DEL DIAVOLO Sono all’osso
TWO BIT DEZPERADOSs/t
MASSIMO VOLUME Cattive abitudini
BEACH HOUSE Teen Dream
JOHANNA NEWSOM Have one on me
MALACHAI Ugly side of love (sta un gradino sotto gli altri nove)
SINGOLI
The Vaselines, The devil’s inside me
Pan del diavolo, Pertanto
Deerhunter, Revival
LIVE
Air, Estragon, Bologna
Rain Machine, Brancaleone, Roma
Plasma Expander, Here I Stay Festival, Guspini

E finalmente ecco il best del best:

THE BEST ALBUMS OF 2010
  1. DEERHUNTER Halcyon Digest - 6 preferenze
  2. MASSIMO VOLUME Cattive abitudini - 5 preferenze
  3. GONJASUFI A sufi and a killer - 5 preferenze
  4. VAMPIRE WEEKEND Contra - 4 preferenze
  5. ARCADE FIRE The Suburbs - 4 preferenze
  6. THE BLACK ANGELS Phosphene Dream - 3 preferenze
  7. ... A TOYS ORCHESTRA Midnight talks - 3 preferenze
  8. BROKEN SOICIAL SCENE Forgiveness Rock Record - 3 preferenze
  9. BEACH HOUSE Teen Dream - 3 preferenze
  10. MALACHAI The ugly side of love - 3 preferenze
  11. GRIDERMAN Grinderman 2 - 3 preferenze
THE BEST SINGLES OF 2010
Bloodbuzz Ohio, The National - 2 preferenze
Go Do, Jonsi - 2 preferenze

THE BEST LIVE SHOWS OF 2010

Fanfarlo, Modest Mouse, Arcade Fire@Arena Parco Nord, Bologna - 4 preferenze
Pavement @Atlantico, Roma - 2 preferenze /// @ESTRAGON, BOLOGNA - 2 preferenze
The Chap@Dimmi, Roma - 3 preferenze
Rain Machine@Brancaleone, Roma - 2 preferenze






17 dicembre 2010

NSSDMNEDP web-radio, puntata 11

Per festeggiare degnamente le festività natalizie oggi, ore 16:30, come sempre su Fusoradio, i vostri amicici di NOTIZIE SULLO STATO DELLA MUSICA NELL'ETA' DELLA PIETRA (web-radio version) vi regaleranno una puntata speciale con il best del best del 2010.
Seguiteci e scoprite quali sono state (secondo noi) le migliori uscite dell'anno appena trascorso, per la solita oretta di buona musica in compagnia dei vostri web jay preferiti Ofo, La Signorina Zeta e Puchos.
A risentirci nel 2011 e buon ascolto!

16 dicembre 2010

Pop X-mas 2010, vol. 2



Ladies Do Christmas… Stavolta parliamo di grandi interpreti femminili che hanno dato il loro contributo alla causa natalizia. Tralasciando i classici dischi di Barbara Streisand (il celebre A Christmas Album, pubblicato dalla Columbia nel 1967 e il più recente Christmas Memories, uscito per la Sony nel 2001), sulla cui voce non si discute, ma che sono appesantiti con interpretazioni e arrangiamenti da Musical di Broadway, la nostra attenzione, per cominciare, si concentra sulla regina della country music Emmylou Harris. Il suo Light Of The Stable (Reprise 1979) è un ottimo esempio di come con il talento si possa dare nuova linfa a classici natalizi stranoti. Splendide e sentite le versioni di Little Drummer Boy, Silent Night, Away In A Manger e una The First Noel da brividi, cantata a cappella. Ma tutto il disco è apprezzabile grazie all’angelica voce di Emmylou ed al sound che si ispira alla tradizione country con elegante sobrietà (ascoltare Beautiful Star Of Bethlehem per credere). Voto: 28,5/30.
Con Diana Krall e il suo Christmas Songs (Verve 2005), ci tuffiamo in un Natale da big band. Grande produzione, ottimi musicisti, bella la voce della pianista canadese: alla fine però il disco appare un po’ troppo patinato (d'altronde il riferimento più diretto è lo strepitoso e “bollente” Christmas album di Ella Fitgerald…). Da segnalare una brillante versione di Jingle Bells, un’allegra Let It Snow e una White Christmas impreziosita da un elegante intreccio sonoro tra il vibrafono di Stefon Harris e la chitarra di Anthony Wilson. Voto: 26,5/30
Anche una delle icone femminili del country-rock a stelle e strisce degli anni 70, Linda Ronstadt, con A Merry Little Christmas (Elektra 2000) paga il suo tributo al Natale. All’inizio lasciano alquanto perplesse certe versioni convenzionali (con tanto di violini e coretti) dei classici del genere (The Christmas Song, I'll Be Home For Christmas, White Christmas, Have Yourself A Merry Little Christmas), ben lontane dallo stile della nostra. Poi l’improvviso tocco di classe che non ti aspetti più: una meravigliosa versione di River, pezzo forte di Blue, disco capolavoro di Joni Mitchell . Linda è ispiratissima alla voce, mentre un elegante arrangiamento per archi ci fa volare. A questo punto il disco prende una decisa deriva chiesastica con insistita presenza di cori che a lungo andare stancano, mentre Linda si atteggia a soprano. Unico momento riuscito di quest’ultima parte del disco è una corale Silent Night. Decisamente un’occasione mancata. Voto: 26/30 (solo per la presenza di River, altrimenti…)
Sheryl Crow, ha fatto uscire Home For Christmas (A&M Records) nel 2008, quest’anno ha ripubblicato lo stesso album con l’aggiunta di un nuovo brano. Dimenticate lo stile rock della nostra, perché in questa fatica discografica natalizia Sheryl si affida alla tradizione musicale afro-americana; così le canzoni si colorano di gospel (Go Tell It On The Mountain), vengono arrangiate con stile soul di casa Stax (The Christmas Song, White Christmas, Merry Christmas Baby, Blue Christmas), diventano dolci ballate r&b (I’ll Be Home For Christmas e The Bells Of St. Mary’s sembrano uscite dalle sessions di At Last di Etta James). Più tradizionali gli arrangiamenti delle dolci Here Is A Star That Shines Tonight, Hello My Friend Hello e All Through The Night, mentre in Holy Night si risentono echi da soul ballad. La finale Long Road Home è un originale proveniente in realtà dall’ultima fatica discografica della Crow, 100 Miles From Memphis (A&M Records 2010) , guarda caso un omaggio al southern soul . Un album sentito e riuscito. Voto: 28/30
La classe di Annie Lennox al servizio di Santa Claus: così si potrebbe riassumere il suo bel disco natalizio uscito da poco e intitolato A Christmas Cornucopia (Decca 2010). Veniamo a sapere che la nostra ha passato la sua giovinezza a cantare nei cori da Chiesa nella natia Scozia. Quindi per Annie è come un ritorno alle origini. Per fare questo si è fatta aiutare dal produttore Mike Stevens, da un orchestra di 30 elementi e dall’African Children’s Choir. Il ricavato della vendita del disco andrà alla The Annie Lennox Foundation, istituzione che raccoglie fondi per il sostegno e l’educazione delle donne e dei bambini africani affetti da HIV/AIDS. L’album è gradevolissimo perché riesce a rileggere in modo originale i brani della tradizione natalizia. Menzione speciale alla corale Angels From The Realms Of Glory, ad una God Rest Ye Merry Gentlemen ricca di riferimenti alla tradizione musicale scoto-irlandese, alla triste Lullay Lullay, alle intense O Little Town Of Bethlehem e Silent night. Una vera cornucopia natalizia. Voto: 28/30

…But Italian Ladies Do Christmas better! Non paga di aver pubblicato quest’estate il suo bel Afternoon Songs (Egea), già da me ampiamente celebrato, Silvia Manco si diverte a registrare un frizzante album natalizio dal retrogusto jazz, intitolato Suddenly It's Christmas Time (Mordente). Accompagnata da una brillante base ritmica, i bravi Fabio Accardi alle pelli e Giuseppe Bassi al contrabbasso, la Manco ci offre una manciata di standard interpretandoli con classe cristallina. Si parte con una Jingle Bells che è puro distillato di swing, impreziosita da un ottimo solo di Gaetano Partipilo al sax alto. La successiva e intensa Silent Night dimostra tutta la qualità del Silvia Manco Trio. Infatti mentre la nostra dispensa calde blue notes con il suo piano, Bassi ci delizia con un breve e intenso solo di contrabbasso ben sostenuto dal creativo tappeto percussivo di Accardi; e poi su tutto la voce avvolgente ed elegante di Silvia. Una versione che non ha nulla da invidiare ad altre famose interpretazioni. Un altro sempreverde natalizio, White Christmas,qui reso come una suadente ballad alla Nat King Cole, è impreziosito dalle note vellutate del sax tenore di Max Jonata. Ma il disco non è composto solo da classici della musica americana: ci sono anche due brani originali (le delicate ballate Suddenly It's Christmas Time, e We Couldn’t Be Happier, quest’ultima firmata in coppia con Gegè Telesforo) e un delizioso omaggio alla musica popolare brasiliana, Borboleta, vera passione della Manco. Ascoltando questo disco si fa improvvisamente Natale! Voto: 28,5/30
La grande Antonella Ruggiero, dalla inconfondibile voce, quest’anno ci delizia con un’opera natalizia imponente e interculturale. Infatti il suo I Regali Di Natale (Libera) è un corposo doppio CD che vuole ripercorrere la tradizione musicale legata alla festa più importante della cristianità. A parte la sua voce deliziosa, quello che colpisce in questo disco sono gli arrangiamenti costruiti attorno a questi classici e la creazione di un sound in bilico tra tradizione mediterranea e influenze jazz. L’album, ben prodotto da Roberto Colombo, vede la Ruggiero accompagnata da pochi ottimi strumentisti che sanno creare il giusto equilibrio sonoro (Mark Harris e Paolo Di Sabatino al piano, Stefano Dall’Ora e Massimo Moriconi al contrabbasso, Massimo Manzi e Ivan Ciccarelli alla batteria, Davide Di Gregorio ai fiati, Piero Salvatori al violoncello, Daniele Di Gregorio alla marimba e al vibrafono, Renzo Ruggeri alla fisarmonica e le chitarre della Oficina Guitar). Uniche eccezioni Stille Nacht-Astro Del Ciel e Bianco Natale(White Christmas), registrati dal vivo a Betlemme e Gerusalemme, in cui Antonella viene accompagnata dall’orchestra sinfonica I Virtuosi Italiani. Allora la notte di Natale fatevi cullare dall’angelica voce della Ruggiero che interpreta in modo sentito e originale Veni Veni Emmanuel, Il Piccolo Tamburino, Gloria In Excelsis Deo, Adeste Fideles e così sia… Voto: 28,5/30

Buon Natale e arrivederci al prossimo anno!

Massimo Daziani

14 dicembre 2010

Il Listone Dello Zio One... AnD dOn'T fOrGeT tO sHaKe YoUr AsS!!! vol. 3


Per la penultima segnalazione di questo 2010 ecco alcune cose nuove e parecchi ripescaggi da un passato più o meno recente…
Iniziamo allora con i The Divine Comedy di Neil Hannon che – dopo 10 album e 20 anni di onorata carriera – non hanno ancora perso il gusto di scrivere perfette canzoni pop come nessun altro… Da pochi mesi è uscito il loro ultimo lavoro “Bang Goes The Knighthood”, anticipato dal singolo “At The Indie Disco“…


E’ invece del precedente “Victory For A Comic Muse” del 2006, la commovente “A Lady Of A Certain Age“, tradotta con “Signora Ricca Di Una Certa Età“ e proposta dal vivo dai Baustelle in occasione del “Tour Del Sussidiario”… Bellissime entrambe!

E a proposito di Baustelle, è finalmente uscita la riedizione del “Sussidiario Illustrato Della Giovinezza”, il loro primo album del 2000 – con “Gomma” e “La Canzone Del Parcoversione 2010… Continuo a preferire le originali, ma non sono comunque male…

E’ uscito da pochi giorni “Eden“, il nuovo singolo dei Subsonica che anticipa il nuovo album previsto per il prossimo anno… Semplice ed essenziale, con vaghi accenni ai Radiohead di “Idioteque”…

Tra le uscite che mi hanno piacevolmente colpito c’è – udite udite – quella degli inglesi OMD, alias Orchestral Manoeuvres In The Dark; ebbene sì, sono proprio quelli che esattamente 30 anni fa cantavano “Enola Gay” e che – almeno da noi – non sono più riusciti a bissare quel sucsesso immortale… Adesso ci riprovano con un album – il primo dal 1996 – intitolato “History Of Modern” – anticipato dal singolo “Sister Marie Says“. Tanto Pet Shop Boys, tante autocitazioni e soprattutto una produzione semplicemente perfetta!!! Bravi!

Singolo nuovo anche per Gianna Nannini, che in occasione della nascita della figlia Penelope Jane, le dedica questa “Ogni Tanto“, brano che anticipa l’album “Io E Te”, in uscita l’11 Gennaio 2011… Direte… Ma è uguale alle sue ultime… Embè… La Gianna per me è sempre la Gianna… E su “Amor Che Bello Darti Al Mondo” viene giù tutto…

Qui lo dico e qui lo nego…. Ma a me non dispiace nemmeno “The Flood” dei Take That riuniti… Ecco… L’ho detto….

Mai come quest’anno X-Factor è stato vinto da chi più meritava…. Nathalie ha infatti saputo conquistare puntata dopo puntata il pubblico con la sua voce e la sua grinta… Dotata di una sensibilità artistica non comune, è anche un’ottima cantautrice, come dimostra la sua “In Punta Di Piedi“, tra i brani più trasmessi del momento!

L’ultima volta ho parlato di quanto è bello tutto il disco nuovo di Aloe Blacc… Oggi invece voglio segnalare la sua versione live di “Billie Jean” di Michael Jackson… Questo è un fenomeno vero….

In occasione dell’uscita del Dvd del concerto “Parole di Lulù”, tenutosi il 30 Agosto a Casale sul Treja per ricordare la figlia di Niccolò Fabi, ecco che nientemeno che Mina decide di duettare col cantautore romano in una nuova versione di “Parole, Parole“, originariamente interpretata con Alberto Lupo. Tutto il ricavato dell’operazione andrà in beneficenza.

C’è in Italia un giornale asolutamente cult di nome “Cronaca Vera“, che tutti almeno una volta nella vita dovremmo comprare e leggere per sprofondare nel puro mondo del trash sotto ogni aspetto… Talmente ignobile da risultare sublime, è diventato anche il soggetto di un omonimo brano degli Amari, tratto dal loro album “Poweri” del 2009…

Tempo fa ho segnalato la versione che Amy Winehouse ha fatto di “It’s My Party” per il tributo a Quincy Jones… Questa invece è la versione targata Kings Of Covenience e anche questa fa la sua porca figura…

L’unione delle parole giapponesi “Ko” (Vecchio) e “Shin” (Nuovo) danno il nome del gruppo inglese Kosheen, attivo da una decina di anni e con 3 album alle spalle. Il primo, “Resist”, contiene quella “Hide U” che a distanza di 9 anni spinge ancora che è un piacere…

Andando (parecchio) indietro negli anni – precisamente al 1973 – ci imbattiamo nel cantautore americano Don McLean. In Italia almeno fino al 1999, anno della reincisione del suo pezzo “American Pie” da parte di Madonna, aveva avuto un breve momento di gloria solo con “Vincent“, brano ispirato alla vita di Van Gogh, che fu usato come sigla del giallo Tv “Lungo Il Fiume E Sull’Acqua”. Il pezzo nel 2000 è stato poi riadattato in italiano da Roberto Vecchioni ed inserito nel suo doppio live “Canzone E Cicogne”…

E a proposito di cover, ecco che il cantautore Alessandro Grazian, per il cd “Il Dono – Tributo Ai Diaframma” ha rivisitato la dolcissima “Fiore, Non Sentirti Sola“. Diversa dall’originale, meno fiorentina, ma con la solita grandissima classe…

E a proposito di Firenze e dintorni, ecco che nel 1988 va a Sanremo Francesco Nuti per presentare un suo brano di nome “Sarà Per Te”. Nonostante non sia un cantante, riesce nell’impresa di portare una tra le cose migliori di 60 anni di Festival… Semplicemente commovente!

Chiudiamo questa puntata con il momento trash che a sto giro vede protagonista tale Alberto Beltrami, che a Sanremo 1980 portò questo imperdibile pezzo di nome “Non Ti Drogare” (“che se ti droghi MUORI“), tra balene bianche, barche, spazio e mondo nuovo… Che fosse sotto LSD???

One

12 dicembre 2010

Pop X-mas 2010




Dai, non facciamo i cinici punkettari, non mettiamoci il piercing anche al cuore. Ammettiamolo una volta per tutte: il Natale è la festa più bella, quella più sentita, quella che ci fa ricordare l’infanzia e che alla fine passiamo volentieri con le persone che ci stanno più a cuore. E allora da buon musicodipendente ogni anno, per entrare nel clima natalizio, mi tuffo nell’immenso oceano dei Christmas Album. Si tratta di una tradizione tipica del mondo anglosassone, dove musicisti dei più svariati generi si cimentano nella canzone a tema natalizio (vi ricordate lo splendido Lennon di “Happy Christmas- War Is Over”?) o addirittura sfornano un intero album con alcuni inediti e gli immancabili classici. E allora beccatevi questa veloce carrellata dei miei Christmas Album preferiti…

Indie Christmas
Neanche il variegato mondo dell’indie ha saputo sottrarsi al fascino dei dischi natalizi. Cominciamo con Songs For Christmas (Asthmatic Kitty 2006), il ciclopico cofanetto di Sufjan Stevens che raccoglie tutti i mini album natalizi fatti uscire dal nostro tra il 2001 e il 2006. Oltre agli immancabili classici (le minimali Silent Night, Jingle Bells, O Come O Come Emmanuel e The First Noel, il crescendo orchestale di O Holy Night, la gioiosa I Saw Three Ships, la melodia tradizionale della struggente We Three Kings, le dolci armonie folk-pop di The Little Drummer Boy, Joy To The World, Away In A Manger), ci sono pure dei brani originali dall’antico fascino rurale come That Was the Worst Christmas Ever!, It’s Christmas! Let’s Be Glad! e We're Going To The Country! (tutte impreziosite dal suggestivo suono del banjo), delicati bozzetti folk–pop, arricchiti da quegli arrangiamenti orchestrali imprevedibili e a volte bizzarri che sono ormai il marchio di fabbrica di Mr. Stevens, come Put The Lights On The Tree, Come on! Let's Boogey To The Elf Dance!, Did I Make You Cry On Christmas Day? (Well, You Deserved It!), Christmas In July, Sister Winter, Star Of Wonder. Una citazione a parte la merita la geniale Get Behind Me, Santa!, caratterizzata da una irresistibile sezione fiati. Come al solito abbiamo l’ennesima dimostrazione dell’esuberante creatività di Sufjan, ormai croce e delizia degli appassionati di musica. Con Stevens non c’è altra scelta: prendere o lasciare. E noi prendiamo volentieri, accettando questo prezioso dono di Natale. Voto: 29/30.
Altro personaggio che non scherza certo in eclettismo musicale, è il buon Conor Oberst che, con la sua più antica e duratura creatura, i Bright Eyes, ha fatto uscire nel 2002 A Christmas Album (Saddle Creek). Il disco, pubblicato qualche mese dopo il loro capolavoro Lifted Or The Story Is In The Soil, Keep Your Ear To The Ground e registrato per nobili motivi (i suoi proventi sono stati devoluti in beneficenza al Nebraska AIDS Project), rilegge, con il tipico folk visionario e lo-fi della band, i classici immortali del genere. La voce flebile e struggente di Oberst ammanta di malinconica drammaticità canzoni come Little Drummer Boy, caratterizzata da un imponente lavoro percussivo e Have Yourself A Merry Little Christmas, diventata una dolce ballata crepuscolare, impreziosita dalle malinconiche note di piano e violoncello. L’immancabile Silent Night, così ricca di cupi rumorismi, risulta di straniante fascino. Un indi(e)menticabile Natale con “occhi luminosi” di emozione... Voto:28/30.
Per finire, non si può fare a meno di citare un gruppo che è la quintessenza dell’universo indie: i Yo La Tengo. I nostri, ormai ind(i)efessi paladini dell’alternative rock made in USA da ben 25 anni, si divertono a bazzicare il genere sfornando nel 2002 un EP, Merry Christmas From Yo La Tengo (Egon Records), caratterizzato da uno scatenato Rock’n’Roll Santa, ben interpretato da Georgia Hublay, da una dolce It’s Christmas Time e da una scanzonata Santa Claus Goes Modern. Voto: 27,5/30
Massimo Daziani

Continua…

8 dicembre 2010

Weird Italy

Dopo aver parlato in questi mesi di Fauve, Dilatazione e Iosonouncane continuiamo il nostro viaggio lungo le impervie strade di quell’Italia che musicalmente osa e non si arrende; piccole storie laterali ed oblique del belpaese composte e arrangiate da artisti delle 7 note svincolati dalla logica delle mode e delle facili scorciatoie. L’Italia che resiste e persiste (e, vivadio, esiste).


Everybody Tesla è una formazione tra il quadrato e lo sgangherato, tra il trasognato e il divertito, di origine sarda che ha appena rilasciato per la neonata label o2s 01 (siamo nei territori Here i stay Festival) l’omonimo Ep di debutto con una prima tiratura in 50 cassettine (tapes). 5 traccie tra lo sbarazzino e il compiaciuto che sorprendono per la loro freschezza, tutte composte da suoni per lo più sintetici e suonate con l’ausilio di ..Kaoss Pad, Micokorg, tastiere giocattolo, SP-404, kazoo, cajon, ukulele, campionatori, tastiera, Casio modificata, MPC 500 (per citare le  note che accompagnano l’uscita). Bee Twin Mountain è un brano danzereccio scuro e torvo che farebbe impallidire Fuck Buttons, con delle vocine d’accompagnamento e carillon in sottofondo che sanno d’horror ancestrale; anche le parti più “solari” della canzone (e del mini in toto) sono sempre sporcate e imbrattate da elementi imprevisti e “fastidosi”. Federico ha ragione ricorda la mellifluità dei Mum più elettronici (Finally we are no one sembra la canzone di riferimento) ma la ritmica bella tosta ci fa tornare a scenari più suburbani e scazzoni. In Narvali e Sleep Here si prova anche a creare una forma canzone più classica. Il dream pop shoegazin’ della prima non s’interpone con lo stile tribale e animalcollettivistico della seconda, cantata appunto in stile Panda Bear (forse un po’ troppo?), due modi insomma di interpretare la forma-canzone con intenti simili e risultati differenti. Gli Everybody Tesla, alla fine dei salmi,  hanno rilasciato un incantevole (mini)disco liquido e frammentario ma con un’ottima compattezza di base. Gli El Guapo 2.0.  28/30


La giuliva sguaiatezza dada dei ragazzi sardi fa da perfetto contrappunto ad un album serioso, disperato ed elegiaco come quello dei ManzOni Di tutt’altro genere, latitudine e anagrafe si parla qui;  in comune la medesima volontà di rottura e di aggressione nei confronti dell’ascoltatore che prende appunto spunto - nel caso degli ultimi - dall’artista alla quale la band si ispira nel nome (Piero, mi raccomando).  Sono di Chioggia e vengono capitanati dal 57enne semi-esordiente cantante e poeta Gigi Tenca che si riscopre in tarda età frontman di una band già ultratrentenne ma di una vivacità  e intensità rara ai tempi nostri. Loser fiero e convinto, Tenca  si pregia di un cantato teatrale e minimalista  che si poggia su delle basi blueseggianti scarne e nebulose. Frammenti di vita su una musica che è frammento di (post)rock. Canti d’ubriachi in periferie disilluse che ricordano Arab Strap, Vic Chesnutt e, pensando a casa nostra, Bachi da Pietra. L’album è omonimo, autoprodotto e in uscita il 10 dicembre. Tra le canzoni più significative del lotto: Cosa ci sarà, una ninna nanna minimale per adulti poco riconciliati sulle flebili speranze di una vita senza speranza. Scappi una ballata sui ricordi semplici e malinconici cantata da un Cerasuolo che ha fumato troppo ed è invecchiato senza fretta dall’ultima volta che l’avevamo lasciato! In Tu sai l'incedere ossessivo del battere scivola piano piano verso sferragliate di chitarra che fanno aumentare il clima delirante del cantato. L’astronave finisce in un post-rock ottuso e Palloncini rossi sfocia in chitarrismi yougiani, …e scrivo è compiutamente Velvetiana: le chitarre friggono su urla  che ricordano i CCCP! Disco imprescindibile in tempi di disperazione e di magra. 29/30
OfO

4 dicembre 2010

Emozioni d’Autunno, ultimo atto

Arandel - In D – Infiné Music 2010. L’enigmatico musicista (probabilmente francese) che si cela sotto il nome di Arandel è autore di un’opera di sincretica bellezza. Questo disco ha conquistato il cuore anche di un "vecchio bluesman” come me perché è variegato e imprevedibile, perché è elettronica dal volto umano. Già l’uso delle voci in #1, mentre siamo ipnotizzati dal ritmo epico della drum machine, rende memorabile l’inizio del disco. Con #5 si viene risucchiati in un buco nero di cori ancestrali e rumorismi sintetici. #6 è il momento più “melodico” del disco (leggi assenza di ritmi e batterie) con splendide voci (in prevalenza femminili) che si intrecciano formando una tela sonora da rito apotropaico. L’inizio di #7 è affidato soltanto a degli archi malinconici che introducono uno spaziale ritmo dance, arricchito dall’intervento di tastiere, sporcato da calde note di fisarmonica e impreziosito dal ritorno discreto degli strumenti a corda. Tutto il disco è comunque pieno di sorprese sonore varie e inafferrabili. Come quando in #9 riescono a convivere ritmi post-rock e tentazioni free-jazz, mentre nella successiva #10 tutto si placa in un mantra sonoro dove un tappeto ricamato con dolci note di piano e sitar viene disturbato da fluttuazioni elettroniche e rumori ambientali. Insomma è facile farsi conquistare dal fascino minimalista di questo disco che, fin dal titolo, è un sentito omaggio a Terry Riley, compositore che, con il suo In C, ha tracciato le basi di un’estetica musicale ancora oggi attuale e ricca di spunti ispirativi. “Arandel! Chi era costui?” Voto: 28/30

The Album Leaf - A Chorus Of Storytellers - Sub Pop 2010. Ad essere sincero anche questo grande disco degli Album Leaf gira da molto tempo nel mio lettore (è uscito infatti a febbraio di quest’anno) . Ma è un album tanto autunnale, così impregnato di dolcezza crepuscolare, da meritarsi di chiudere in bellezza queste mie considerazioni emozionali. La creatura musicale di Jimmy LaValle, dopo l’esperienza islandese, ha decisamente preso la strada di una musica dallo stile narrativo e cinematografico, disegnando paesaggi sonori di incantevole suggestione, mischiando con sapiente sobrietà elettronica, musica strumentale, reminescenze post-rock e forma canzone. E la novità di questa nuova fatica di LaValle è rappresentata proprio dalla presenza di quattro tracce cantate dalla sua flebile ed evocativa voce (la solare There Is A Wind, la melodica Falling From The Sun, la brillante We Are e la canterburiana Almost There). Stavolta il nostro si fa accompagnare anche da un nutrito manipolo di musicisti, tra cui vanno ricordati il bassista Luis Hermosillo (già suo compagno di viaggio nell’antica avventura post-rock dei Tristeza), l’ottimo Tim Reece alla batteria, l’estroso polistrumentista Matt Resovich e Drew Andrews alle chitarre. Il suo legame con gli eterei suoni provenienti dall’ Islanda è testimoniato dalla presenza (in fase di mixaggio) di Jón Birgisson dei Sigur Rós e di altri musicisti provenienti dalla fredda isola che arrichiscono il sound dell’album con archi e fiati. E così la vena orchestale di LaValle si può mostrare in tutto il suo splendore nella struggente Summer Fog e in Until The Last, che può ricordare le suggestioni musicali dei migliori Sigur Rós. Altro gioiello sonoro da incorniciare è Stand Still, caratterizzato dall’eccellente lavoro percussivo di Reece che vivacizza una solare melodia. C’era una volta il post-rock… Voto: 28,5/30

Massimo Daziani

3 dicembre 2010

NSSDMNEDP web-radio, puntata 10

Come ogni settimana, torna puntuale alle 16,30 l'appuntamento con la nostra trasmissione radiofonica sulle frequenze di Fusoradio, con l'ormai classica oretta di buona musica, curiosità, rubriche, ricchi premi e cotillons!
I vostri web-jay preferiti Ofo, La Signorina Zeta e Puchos oggi saranno alle prese con un mistero a dir poco misterioso: che fine ha fatto Sara London?


Scopritelo più tardi con noi! Buon pomeriggio e buon ascolto!

30 novembre 2010

Memories of The Pulpit... November

Sleep In è il moniker dietro al quale si nasconde, nel senso più ampio del termine, il diciannovenne Hamish Duncan da Sydney, Australia. Fermi, non è la solita storia del giovinotto faccio la mia cosa nella casa tutto loops e samples. Il progetto Sleep In ha già un paio di macigni self-released dietro le spalle (poi editi per acclamazione dalla Enemies List). Nei sotterranei del nuovo Under Earth non c'è infatti nulla di precostituito. Noise, drone, dubstep, field recordings, industrial, post-rock, shoegaze, sono solo singoli e imponderabili ingredienti di quel caliginoso amalgama che provoca morboso interesse, recidivo ascolto, definitiva dipendenza. Sleep In - Never Enough  (qui tutto l'album in streaming)



Dici donne e post-punk e scrivi Kill Rock Stars records. Ai profani basta citare quattro nomi: Sleater-Kinney, Delta 5, Bikini Kill e... Erase Errata. Ecco quindi Damaged, lato A di un 7" appena sfornato dall'etichetta di Olympia (la città dello stato di Washington, non quel triste pennuto che si aggira dalle parti di Roma ultimamente). Le tre riot girls di San Francisco tornano a battere un colpo dopo 4 anni dall'imprescindibile Nightlifelasciando leggermente in disparte la loro schizofrenia art-punk-funk per strizzare l'occhio a riverberi e cupe sonorità anni '80. Preludio di una svolta o singolo episodio? al prossimo attesissimo album la sentenza.  Erase Errata - Damaged


In due parole, Shipping News. Mi rifiuto di fare le presentazioni. E' uscito questa settimana il nuovo disco One Less Heartless to Fear. In due gesti: un pugno al volto, diretto come la bellezza dei suoi brani, e un pugno allo stomaco, indigesto come la storia che c'è dietro: la malattia di Jason Noble. Questo disco è anche il simbolo della sua lotta e della solidarietà degli amici musicisti e dei fans. The Delicate è il singolo che corre inesorabile, imponente e avaro di mezzi termini, su binari che portano in questo episodio verso un'altra band di culto che risponde al nome di Shellac. Shipping News - The Delicate 



Tim Kinsella non è indie, è l'indie dell'indie. Tim Kinsella era indie quando l'indie nemmeno esisteva. A metà anni 90, nascosto tra le grandi pieghe della rivoluzione rock, c'era il culto dei Cap'n Jazz e c'era l'emo-core. Sì, l'emo... quello originale, che nulla c'entra con i Dari e relativi bimbominkia. Dopo i Cap'n Jazz, dal 1997 a oggi, quel pazzo di Tim Kinsella ha continuato a regalarci il suo genio, prezioso come un diamante dalle mille sfaccettature, con i Joan Of Arc.... più di dieci album all'attivo e svariati 7", di cui uno appena sfornato: Joan of Arc - Meaningful Works


Diego
(http://www.the-pulpit.com/ )

28 novembre 2010

Emozioni d’Autunno parte seconda

Elton John And Leon Russell – The Union - Mercury 2010. Già vedo la smorfia di disgusto di qualche lettore indi(e)sponente con commento del tipo “che palle quel trombone di Elton John”. E probabilmente il nostro amico neanche conoscerà l’esistenza di Leon Russell. Allora cominciamo col dire che nella sua lunga carriera sir Elton ha prodotto ottimi dischi (soprattutto all’inizio), che è un eccellente pianista, un grande cantante e un eccezionale performer. Certo ha fatto anche tanta paccottiglia pop, a dir poco imbarazzante (ma chi è senza peccato scagli la prima pietra…). Da giovane il suo mito era Leon Russell, pianista, produttore, agitatore musicale e capobanda dei Mad Dogs & The Englishmen (gruppo che accompagnò Joe Cocker in una storica tournée di grande successo, nell’anno del Signore 1970). Questo barbuto musicista è stato fondatore, insieme a Dennis Cordell, della Shelter Records, molto attiva negli anni 70 e responsabile della pubblicazione di alcuni album eccellenti (pensiamo ai primi quattro mitici dischi di JJ Cale, alle prime due uscite di Tom Petty & the Heartbreakers, a una manciata di piccole perle blues di Freddy King e alle ottime fatiche discografiche dello stesso Russell, uscite nei primi anni 70). Pian piano il music business si è dimenticato di lui. E adesso il ricco e “annoiato” Elton ha sentito il bisogno di incidere un album sincero insieme con il suo anziano e malato maestro, rispolverando un sound 70, lontano anni luce dal suo attuale patinato e vendutissimo pop. Pare che la casa discografica gli abbia invece proposto un Christmas album alla camomilla e che lui li abbia letteralmente mandati a fare in quel posticino… Vi dico subito che il disco è molto bello, intenso, di gran classe. Non è insomma la solita operazione nostalgia che lascia il tempo che trova: qui ci sono delle splendide canzoni (per esempio una ballata meravigliosa come Gone To Shiloh, con un cammeo da brividi dell’immenso Neil Young o una “ruspante” If It Wasn’t For Bad). Il piano dei due musicisti la fa da padrone e a volte sposta il sound verso quel mix di boogie, r&b, country e gospel che è il tratto distintivo dello stile di Russell (basta ascoltare l’energica Hey Ahab, la giosa Monkey Suit, l’intensa There’s No Tomorrow, la cavalcata honky-tonk A Dream Come True, il “country pop” Jimmie Rodger's Dream). Non mancano le dolci ballate pianistiche di cui Elton è maestro e che finalmente, grazie anche all’abile produzione di T-Bone Burnette, riescono ad avere una bellezza essenziale, distante assai dagli eccessi glicemici a cui il nostro ormai ci aveva abituato (Eight Hundred Dollar Shoes, The Best Part Of The Day, Never Too Old [To Hold Somebody]). Se aggiungiamo che al disco partecipano grandi musicisti come Brian Wilson, Booker T. Jones, Jim Keltner, Marc Ribot, il gioco è fatto… L’amico ritrovato.
Voto:28/30

Dirtmusic - BKO - Glitterhouse 2010. A dire la verità questo splendido disco ha allietato gran parte della mia estate; ma a novembre, forse per via di un tempo umido e burrascoso, è ritornato a scaldare il mio cuore. Chris Eckman, mente dei Walkabouts, Hugo Race, irrequieto musicista e storico ex componente dei Bad Seeds, Chris Brokaw, all’inizio con l’ottima meteora sonora Codeine e poi membro dei grandi Come, nel 2007 hanno deciso di creare una nuovo progetto musicale chiamato Dirtmusic. Il loro primo, omonimo album, pubblicato dalla Glitterhouse, vede la luce alla fine di quell’anno; si tratta di un disco di etereo folk rock debitore dello sterminato patrimonio della musica popolare americana (ottima una ipnotica versione di un classico come Morning Dew). All’epoca poco considerato, è sicuramente un’opera da riscoprire. La svolta dell’unione artistica di queste tre menti musicali è l’invito al Festival In The Desert che si svolge ad Essakane nel Sahara maliano. Qui socializzano con i Tamikrest, nuovi paladini di quell’affascinante tuareg rock (tra suggestioni blues, derive psichedeliche e ancestrale musica sahariana) che ha nei Tinariwen i suoi padri fondatori, e si innamorano della musica di questo popolo itinerante. Il matrimonio stilistico non è forzato, visto che i Dirtmusic nel loro esordio sposavano l’estetica di un folk del deserto. A questo punto è quasi naturale che i nostri, un anno dopo, vadano a Bamako nei Bogolan Studio fondati da Ali Farka Touré per produrre Adagh, ottimo esordio dei Tamikrest, e registrare questo BKO, accompagnati dai giovani musicisti tuareg. Lasciati da parte i pareri scandalizzati di certi “puristi musicali” (brutta razza che ha sempre bazzicato la critica musicale...), si può tranquillamente affermare che la musica più bella spesso nasce dalla contaminazione tra generi e culture (tutta la musica “nera”, dai Caraibi, al Sud America, dal Nuovissimo Mondo, alla madre Africa, fino all’immensa tradizione afro-americana, è un inno all’ibridismo musicale...) e questa fatica discografica dei Dirtmusic lo conferma. Allora è bello perdersi in rock blues sporcati dalla rossa sabbia del Sahara (Black Gravity, Ready For The Sign, Desert Wind, Lives We Did Not Live) o farsi trasportare dalle dolci e ipnotiche note di ballate folk, che mischiano in maniera suggestiva atmosfere africane (meravigliosa l’accoppiata tra banjo e strumenti a corda della tradizione maliana in Unknowable e soprattutto nello splendido strumentale Niger Sundown). Ma la quadratura del cerchio è la riproposizione di una splendida All Tomorrow’s Parties, che in un solo momento unisce i Velvet Underground ad Ali Farka Tourè, la languida decadenza rock dei primi con la dolce malinconia della musica del fiero e solitario popolo del deserto. Futuro Primordiale…
Voto 28,5/30
Massimo Daziani